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BOOM

La vita è fatta di priorità.
  • catastrofe:

la scelta è sempre tua (o “delle gif che si approntano mentre si aspetta la cena”)
  • catastrofe:

how to (not)
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eclipsed:

Carmelo MEME

il grande Tuono Pettinato (le altre qui )
  • Di don Mauro Inzoli si trovano ritratti che lo dipingono come amante del lusso, ma soprattutto come potentissimo sacerdote di Comunione e Liberazione, l’erede di don Giussani, il presidente del Banco Alimentare, accreditato anche come confessore di Roberto Formigoni.
Ha detto messa per 17 anni nella chiesa della Santissima Trinità a Crema. Un prelato potente, blandito e osannato da tutti, che dopo un periodo assenza (sabbatico si disse) due anni fa è finito brevemente agli arresti con un’accusa di appropriazione indebita, come peraltro numerosi altri esponenti di Comunione e Liberazione. Anche per questo nessuno all’epoca aveva gridato allo scandalo, un paio di settimane in prigione sembravano un modesto incidente di percorso visto che intorno a CL volavano accuse di altro calibro e molti degli arrestati avrebbero fatto la firma per rimanere il carcere solo due settimane.
Ma poi Inzoli è stato investito da accuse ben peggiori e infamanti. Due anni fa infatti la chiesa ha comunicato all’improvviso di averlo spretato, e lo ha fatto con un comunicato nel quale la sua colpa era indicata non tanto velatamente in un’infrazione del canone relativa agli abusi sui minori. Circostanza poi confermata nei giorni scorsi, quando dalla Santa Sede è arrivata una «condanna definitiva» nella quale gli abusi sui minori sono citati esplicitamente:

“In considerazione della gravità dei comportamenti e del conseguente scandalo, provocato da abusi su minori, don Inzoli è invitato a una vita di preghiera e di umile riservatezza, come segni di conversione e di penitenza. Don Mauro non potrà celebrare e concelebrare in pubblico l’Eucaristia e gli altri Sacramenti, né predicare, ma solo celebrare l’Eucaristia privatamente”.

Curiosamente, se nel 2012 le testate nazionali avevano dato qualche attenzione alla sua storia, senza comunque cavalcare lo scandalo, questa volta nessuno ha ripreso la notizia, rimasta confinata nelle pagine della cronaca locale. Notizia che a ben vedere non è quella di una «condanna», semmai quella di un notevole sconto di pena rispetto alla prima sentenza, perché Inzoli non sarà nemmeno spretato e perché pare che tra qualche anno di penitenza potrà tornare a fare la vita di sempre.
La scandalo Inzoli, un pedofilo per il Papa, uno sconosciuto per media e magistratura